Una panoramica sull’EOS: che cos’è e come funziona?

Si autodefinisce la più importante struttura per le applicazioni decentralizzate: EOS, basato sulla tecnologia blockchain, è un sistema che permette lo sviluppo, l’hosting e l’esecuzione di applicazioni decentralizzate su scala commerciale.
Vediamo una panoramica su EOS per capire cos’è e come funziona.

Il progetto EOS (Ethernet over Sonnet) è stato creato da Block.one, società fondata da Dan Larimer e Brendan Bloomer. Entrambi vantano una grande esperienza nel mondo fintech e cripto. Dan Larimer è anche il creatore di due altre consolidate società blockchain: Bitshares e Steem.

La prima versione di EOS, chiamata EOS Dawn 1.0, è stata rilasciata solo l’anno scorso, il 14 settembre 2017; la versione Dawn 2.0, rilasciata il 4 dicembre 2017, ha poi aggiunto la funzionalità del tracking delle risorse e la comunicazione inter-blockchain. Il lancio ufficiale del progetto, con Dawn 3.0, è avvenuto solo ad aprile di quest’anno.

Secondo CoinMarketCap, EOS è la quinta criptomoneta più popolare sul mercato exchange, dopoBitcoin, Ethereum, XRP, and Bitcoin Cash. A giugno, Cointelegraph ha rivelato che l’ICO di EOS ha raggiunto la cifra record di quattro miliardi di dollari.

Cos’è esattamente EOS?

EOS è una piattaforma blockchain creata per aiutare gli sviluppatori a costruire applicazioni decentralizzate (cui ci si riferisce con il nome dApp): per il suo funzionamento ha molti aspetti in comune con Ethereum.

Non è un caso che alcuni dei suoi sostenitori definiscano EOS come il killer di Ethereum.


L’idea che sta dietro il progetto EOS è quella di fondere le migliori caratteristiche delle tecnologie già sul mercato e di creare un nuovo prodotto, il migliore nella sua specie: una piattaforma che goda dello stesso livello di sicurezza di Bitcoin e del supporto informatico di Ethereum.
L’obiettivo su cui si sta concentrando la comunità EOS è creare una piattaforma dApp semplice da usare e scalabile.

Come funziona EOS?

L’ecosistema EOS si basa su due elementi chiave: EOS.IO e i token EOS.
EOS.IO è il sistema che gestisce e controlla la rete blockchain della piattaforma: potremmo paragonarlo al sistema operativo di un computer.
Il token EOS, invece, è la criptomoneta che gira sul network EOS.

Per poter usare le risorse del network, costruire e far girare le dApp, gli sviluppatori devono accumulare monete EOS: chi possiede token ma non sta utilizzando nessuna app, può affittare la sua larghezza di banda ad altri partecipanti che potrebbero averne bisogno.

EOS usa un algoritmo di consenso del tipo Delegated Proof-of-Stake (DPoS) composto da soli 21 nodi che creano e validano i blocchi. Per darti un termine di paragone, le rete di Ethereum funziona con più di 10000 nodi: una differenza interessante, che non risparmia EOS da critiche.

Il numero di dApp cresce a vista d’occhio nell’ecosistema cripto, e la piattaforma Ethereum è una di quelle che ne facilitano maggiormente l’utilizzo: il problema, però, è che il proliferare di dApp limita la disponibilità di risorse nel network. EOS aspira a risolvere questo problema, offrendo una soluzione più flessibile e scalabile.

Ethereum, per esempio, richiede delle commissioni a cambio di ogni operazione e uso di banda. Le commissioni per ogni transazione non sono predefinite e possono variare. Questo implica che i proprietari possono selezionare le transazioni che implicano le commissioni più alte.

Il grande vantaggio di EOS, invece, è che non prevede commissioni: offrendo dei tempi di inattività molto bassi, è possibile effettuare migliaia di transazioni al secondo ed eliminare i colli di bottiglia frequenti nella piattaforma Ethereum.

EOS:un progetto controverso e centralizzato

Insieme a Ripple (XRP) e Bitcoin Cash (BCH), EOS è forse uno dei progetti più centralizzati dello spazio cripto. I suoi oppositori criticano la limitatezza del suo sistema di consenso DPoS a 21 nodi.
Inoltre, il record dell’ICO da quattro miliardi di dollari ha sollevato sospetti di frode.

Non sono mancati nemmeno i bug: alcune vulnerabilità critiche della piattaforma al momento del lancio hanno generato molti dubbi, considerato il generoso budget iniziale di cui godeva la società. Eppure le segnalazioni di bug non si sono fermate, e diversi hacker etici hanno continuato a riportare problemi di sistema.

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