La Svizzera blocca le banche che commerciano in cripto valute

L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sta diventando sempre più severa nei confronti di quelle banche che vogliono commerciare attività riguardanti le cripto valute, rendendo così la situazione in Svizzera molto più difficile per la crittografia e per le banche in generale. Sulla Svizzera e criptovalute vi è un rapporto di Swissinfo.ch, in cui una lettera privata, divulgata da un’agenzia di stampa e inviata a EXPERT Suisse.

L’istituto descrive la sua posizione su come gli istituti finanziari dovrebbero valutare gli attivi provenenti dalle cripto monete.Nella lettera si evince che le banche dovrebbero assegnare un  flat risk weight dell’800 per cento per coprire i rischi di mercato e di credito derivanti dalle cripto monete. Le istituzioni dovrebbero valutare la moneta a non meno di 48.000 dollari come livello di buffer con l’attuale prezzo Bitcoin di 6.000 dollari. Secondo il rapporto, le linee guida si riferiscono alla fascia alta della gamma e al livello degli hedge fund.

Il che significa che la FINMA considera volatili gli asset cripto. Swissinfo.ch riferisce che la FINMA è tenuta a notificare all’autorità se raggiungono tale limite massimo. Ha inoltre fissato un limite massimo di cripto-trading pari al 4% del capitale totale di una banca.

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La Svizzera e le cripto valute

La lettera offre una visione generale della posizione dell’autorità di vigilanza. Ma secondo lo stesso rapporto non sono ancora state pubblicate le regole ufficiali per il trattamento delle banche svizzere riguardanti le cripto monete ai sensi delle norme bancarie internazionali di Basilea III. Dopo aver ricevuto numerose richieste di informazioni sull’emissione, già in febbraio la FINMA ha rilasciato una guida ufficiale per le prime offerte di monete (ICOS).

Nel luglio scorso, l’autorità di regolamentazione ha dichiarato che avrebbe determinato caso per caso l’applicabilità della regolamentazione dei token, assumendo una posizione simile a quella della US Securities and Exchange Commission. L’agenzia ha detto che considera i “token” come titoli in particolari, il che significa che vi sono i requisiti di diritto civile e titoli per la negoziazione di tali gettoni. La FINMA ha concluso che è improbabile che i “token paymenent” e i “token service” rientrino nella categoria dei titoli.

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