Corea del Sud e Cina

Blockchain in Corea del Sud e Cina.

Dopo il divieto del 2017 di Cina e Corea del Sud, che non permette il trasferimento di denaro tramite criptovaluta, in i due paesi sembrano voler rilanciare fortemente la tecnologia blockchain e le criptovalute.

Cina, Sud Corea ed il divieto alle ICO.

Le ICO sono degli strumenti di tipo finanziario, che permettono grazie ad operazioni eseguite con criptovalute, di acquistare dei Token dall’azienda emittente.

La messa al bando delle Inital Coin Offering (ICO) da parte della Cina nacque dalla loro pericolosità per gli investitori. Infatti a differenza dell’emissione delle azioni, non vi era un controllo da parte delle autorità di vigilanza.

In Cina le ICO hanno dato accesso a molte piccole startup a fondi par a 400 milioni di dollari, fare il pieno di Ether e Bitcoin è infatti molto più facile che ottenere finanziamenti tramite i canali tradizionali.

All’inizio del 2018 le costrizioni in merito alle criptovalute hanno avuto una vera e propria escalation. Dopo le ICO ad essere colpite sono state le piattaforme di exchange.

Pechino ha infatti esortato le autorità locali a prendere provvedimenti affinché chiudessero le piattaforme di trading basate sulle criptovalute, in quanto utilizzate dai cittadini cinesi per esportare valuta al di fuori dalla Cina.

Considera che il mercato cinese aveva un giro d’affari in termini di Bitcoin , pari al 75% di quello mondiale.

L’effetto della mossa cinese ha portato le piattaforme di exchange coreane ancora attive, ad un superlavoro in termini di operatività. Il risultato è stato che il sito numero uno per le quotazioni di mercato Coinmarketcap ha escluso le piattaforme sudcoreane.

Mentre la conversione dello yuan in criptovaluta è diventata infatti quasi impossibile per i cinesi, i cittadini sudcoreani hanno accesso agli exchange di tutti i paesi del mondo, senza alcuna limitazione.

Sud Corea apre a Blockchain e criptovalute

Nel giro di pochi mesi il governo coreano ha fatto dietrofront, ed ha deciso di introdurre delle regole per regolamentare le criptomonete, sta inoltre già lavorando ad una piattaforma basata sul blockchain.

Il governo di Seul è attualmente al lavoro sulla formazione di un comitato, che permetterà l’utilizzo di criptovalute alle aziende, oltre alla normali valute.

Il Digital Asset Trading Promotion Act, prevede inoltre la diffusione e l’utilizzo della tecnologia blockchain e lo sviluppo delle monete virtuali. Inoltre tutele anche contro i danni provocati dagli hacker informatici ed infine riduzione delle tasse per le aziende che adottino questa nuova tecnologia.

Questa manovra del governo è stata necessaria affinché le società di criptovalute e tutte le startup basate sulla blockchain non lascino il paese. Tutto ciò ha provocato un grande danno economico.

La Corea del Sud si è resa conto dell’importanza delle operazioni crittografiche, e che le piattaforme di exchange devono avere un capitale per coprire le perdite, e combattere l’attività di hacking.

Il sistema di voto blockchain

Entro poco tempo sarà operativo in Corea del Sud un modernissimo e sicuro sistema di voto basato sul Blockchain.

Sviluppato dalla Commissione elettorale nazionale, insieme al ministero delle Telecomunicazioni, ed il ministero della Scienza, sarà possibile votare in Corea con assoluta trasparenza, grazie ad un sistema di identificazione e verifica degli elettori. Un sistema innovativo che dovrebbe azzerare eventuali brogli elettorali.

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